THE BEATLES

FORMAZIONE 

STORICA 

JOHN LENNON

VOCE - CHITARRA - TASTIERE

1960/1969

PAUL MCCARTNEY

VOCE - BASSO - CHITARRA . TASTIERE - BATTERIA

1960/1970

GEORGE HARRISON

CHITARRA - VOCE

1960/1970

RINGO STARR

BATTERIA - PERCUSSIONI - VOCE

1962/1970

EX

COMPONENTI

PETE BEST

BATTERIA - VOCE

1960/1962

STUART SUTCLIFFE

BASSO - VOCE

1960/1961

CHAS NEWBY

BASSO

1960/1961

NORMAN CHAPMAN

BATTERIA

1960

TOMMY MOORE

BATTERIA

1960

BIOGRAFIA

Ovvero, la musica. Ovvero, l’inizio di un’era destinata a lasciare un segno indelebile nella storia: sette anni di incisioni fondamentali, tutti i generi musicali sperimentati con enorme successo, un genio che a distanza di decenni continua a lasciare stupiti. Questo sono i Beatles, questa la loro storia.

Liverpool e dintorni, anno 1957. John Lennon (9/10/1940) suona con il suo gruppo – i Quarrymen – a una festa di beneficenza di paese. Più giovane di due anni, l’allora chitarrista Paul McCartney (18/6/1942) lo osserva stupito ("quel ragazzo – dirà più tardi – non si ricordava le parole e le improvvisava tutte, in un modo completamente assurdo"). Un amico comune li presenta, non scocca ancora alcuna scintilla, ma Paul viene accolto nella band. Di lì a poco anche George Harrison (25/2/1943), amico di Paul, entra nella formazione come chitarra solista. Quando nel 1960 il gruppo si arricchisce di due nuovi membri, il bassista Stuart Sutcliffe (1940-1962) e il batterista Pete Best (1941), la band ha già cambiato nome: da Quarrymen a Johnny And The Moondogs fino a Silver Beatles (costruito su un gioco di parole: ‘beetles’ significa ‘scarafaggi’, e ‘beat’ rimanda all’omonimo movimento musical-letterario). Di lì a poco l'aggettivo Silver verrà eliminato e il nome del gruppo sarà pronto per la leggenda.

Dopo alcune esibizioni nella nativa Liverpool, i cinque si trasferiscono ad Amburgo e si esibiscono in una serie di locali del quartiere a luci rosse: riescono a non farsi troppo distrarre dalle grazie femminili, migliorano la qualità delle esibizioni live e guadagnano qualche soldo. Dopo aver inciso un singolo come gruppo-spalla di Tony Sheridan ("My Bonnie/The Saints", 1961) i Beatles rientrano a Liverpool, cominciano a suonare al mitico Cavern Club e incontrano Brian Epstein (un negoziante di dischi che diventa loro manager e organizza un provino per Decca Records). E qui casca l'asino, perché produttori e funzionari che più tardi si sarebbero mangiati le dita giudicano vecchio il loro suond e non vendibile il loro look. Stesso lungimirante risultato presso altre etichette, fino a quando nel 1962 i Beatles approdano alla Parlophone, accolti da quello che diventerà il 'quinto' Beatles: il giovane e geniale produttore George Martin.

Nel frattempo la formazione della band conosce un vero e proprio terremoto: la morte del povero Stuart Sutcliffe sposta Paul al basso, mentre Pete Best viene giudicato da Martin non all’altezza del suo ruolo e lascia il posto a Ringo Starr (ovvero Richard Starkey, 7/8/1940): l'ex-batterista di Rory Storm And The Hurricanes si perde solo l'incisione del primo singolo dei Beatles ("Love Me Do", registrato con un session-man), ma consegna a Pete Best il premio per il musicista più sfortunato di sempre. Di qui in avanti, infatti, i Beatles riscuotono un successo che nessun altro ha mai eguagliato nella storia della musica.

E questo nonostante la primissima realizzazione susciti scarsa attenzione, perché poco tempo dopo il brano "Please Please Me" e l’album omonimo portano i Beatles in testa alle classifiche inglesi: è il 1963 e non c'è giovane che non venga conquistato dalla musica e dal look della band. Si vestono come loro, cantano le loro canzoni, sognano loro e soltanto loro, giorno e notte: è nata la 'beatlemania’.

Il talento di Lennon e McCartney sembra un fiume in piena e la loro collaborazione frutta una serie di album e di canzoni memorabili: "She Loves You", "I Wanna Hold Your Hand", "From Me To You" conquistano il pubblico inglese, e poco per volta anche gli Usa si accorgono che qualcosa di memorabile sta accadendo oltreoceano. Il 1964 è infatti l’anno dello sbarco dei Beatles (e della beatlemania) in America: l’apparizione all’Ed Sullivan Show provoca una sorta di effetto-domino che rapidissimamente rende i quattro ragazzi di Liverpool famosi in tutto il paese, e di qui in tutto il mondo (inizieranno presto tournèe in Europa, Asia e Australia). Nella primavera dello stesso anno, fatto unico nella storia, ai primi 5 posti delle classifiche di Billboard ci sono 5 brani del gruppo, mentre altri sette sono sparsi in varie posizioni. Milioni di copie vendute, attenzione frenetica di stampa e tv, tutti i ragazzi del mondo che cercano di imitare i quattro artisti (e tutte le ragazze innamorate di loro!). Che desiderare di più? Interpretati anche due film piuttosto divertenti ("A Hard Day's Night", in italiano "Tutti per uno" e "Help!", "Aiuto!"), i Beatles sfornano successi apparentemente senza alcuna fatica. Tanto che tra il 1964 e il 1965 realizzano ben 4 album ("A Hard Day's Night", "Beatles For Sale", "Help!" e "Rubber Soul"), venendo premiati per meriti economici dalla stessa regina Elisabetta con il titolo di baronetti.

In tutta questa baraonda qualcosa comincia a muoversi verso nuovi panorami. Il sintomo più evidente è che vengono interrotte le esibizioni pubbliche, anche se in realtà nastri e filmati dell’epoca raccontano che poco spazio esse concedevano alla musica: il popolo dei fan, colto da isteria e crisi di pianto, non sembrava minimamente interessato ad ascoltare le canzoni e non era raro che i concerti fossero molto più una lotta con il servizio d'ordine che altro.

A parte le esibizioni live, dunque, il grosso cambiamento è sul piano personale e musicale. Nel primo caso Lennon, Harrison e McCartney cominciano ad avvicinarsi alla spiritualità orientale, non disdegnando peraltro flirt con la psichedelia e le droghe. Dal punto di vista musicale le composizioni del gruppo diventano più complesse, emergono nuove influenze (dal soul alla musica indiana), ma soprattutto si fa strada una forte vena sperimentale. "Revolver" (1967, votato recentemente l’album più bello del secolo) contiene brani più articolati, con testi surrealistici e suoni più duri, mentre contemporaneamente vengono inseriti arrangiamenti d’archi nelle canzoni melodiche. Tra i singoli usciti lo stesso anno abbiamo forse la canzone più famosa di tutti i tempi, "Yesterday", a cui seguono "Paperback Writer", "Nowhere Man", "Eleanor Rigby" e "Penny Lane" (il cui lato B, incredibilmente, è costituito dalla celeberrima "Strawberry Fields Forever").

Nuovo anno, nuovo capolavoro: "Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band" (1967) è una collezione di canzoni che inventa di fatto lo stile brit-pop, portandolo alle sue vette più alte. L’arrangiamento di George Martin ormai si fonde completamente con le composizioni di Lennon e McCartney diventandone parte integrante. Impossibile, insomma, pensare "Lucy In the Sky With Diamonds", "A Day In The Life" o "All You Need Is Love" (singolo uscito successivamente all’album) senza l’apporto del grande George in sede di produzione. Ma la novità è che Harrison sta cominciando a scrivere alcuni tra i brani più belli dell’ultimo periodo del gruppo.

Nel frattempo però cominciano a sorgere forti tensioni interne, tra Paul e John in particolare; la morte di Brian Epstein c'entra non poco, perché il loro manager storico ha certamente giocato un forte ruolo coesivo. Ma, come vuole la leggenda, grande importanza assume il divorzio di John Lennon, che lascia la moglie per amore di un’artista giapponese chiamata Yoko Ono, e inizia con lei a intraprendere una serie di iniziative alternative, dall’impegno pacifista a un’attività parallela come musicista sperimentale.

Nonostante tutto ciò, la successiva realizzazione dei Beatles lascia di nuovo tutti a bocca aperta: nel 1968 esce il cosiddetto "White Album", un doppio LP di qualità eccezionale. Abbandonato il pop, i quattro ragazzi (ebbene sì, perché nonostante la maturità artistica, l’età media della formazione è di ventisei anni) sfornano qualcosa che non è paragonabile a nulla di precedente. Rock, sperimentazione e melodia si mescolano in maniera inusitata, frammentaria, a volte disarmonica, ma assolutamente unica. Il risultato nasce in parte proprio dalle difficoltà comunicative tra i membri della band, che spesso si trovano a incidere senza gli altri componenti, sbizzarrendosi così a proprio piacimento. Paul scopre tanto una vena acustica (restiamo ancora senza parole di fronte alla bellezza di "Blackbird", "I Will" e "Mother Nature’s Son") quanto un'eccellente ispirazione hard-rock ante litteram (non per nulla "Helter Skelter" è stata ripresa sia dai Motley Crue sia dagli U2, senza scordare però "Back In The U.S.S.R." e "Birthday").

John si dà a un rock sperimentale con atmosfere molto oscure ("Revolution 9", "Dear Prudence", ripresa non per nulla da Siouxsie and the Banshees, "Happiness Is A Warm Gun", e la stupenda "Julia", dedicata alla madre morta quando John era un bambino). George, in compenso, abbandonato per un momento il sitar, realizza forse il brano più bello dell’album e tra i migliori dei Beatles in assoluto, "While My Guitar Gently Weeps", il cui struggente assolo viene suonato dall’amico Eric Clapton. Di poco precedente all’uscita dell’album, il singolo "Hey Jude", uno dei più famosi pezzi del gruppo, riconferma che anche la vena per la forma più classica della canzone pop-rock non è affatto venuta meno.

Dopo l’uscita di "Yellow Submarine" (1968), episodio minore in una storia fuori dal comune, nel 1969, ormai in clima di smobilitazione, vengono realizzati un album in studio ("Abbey Road") e un live composto unicamente da pezzi nuovi ("Let It Be", 1970). La registrazione di quest’ultimo è testimoniata da un film nel quale i 4 si esibiscono sul tetto della casa discografica, dando il via per l’ennesima volta a una moda. Ma, come si dice, siamo alla frutta: nonostante i brani ancora una volta splendidi ("Let It Be", "Get Back", "Across The Universe", "Here Comes The Sun", "Something") la formazione non prova più alcun desiderio di proseguire insieme, e il 10 aprile del 1970 Paul McCartney si assume l’ingrato compito di annunciarlo a tutto il mondo.

Che cosa rimane da dire? Molto e insieme molto poco. Nel corso degli anni Settanta diverse voci annunciano l’imminente reunion del gruppo, fino alla fatidica data dell’8 dicembre 1980, giorno in cui un folle uccide John Lennon. Paradossalmente, l’evento tanto atteso ha luogo proprio quando la sua impossibilità è ormai un dato di fatto: dopo un inaspettato rientro ai vertici delle classifiche inglesi con la ristampa in digitale di "Sgt. Pepper’s" nel 1987, e dopo la fortunata pubblicazione della "Beatles’ Anthology" nei primi anni novanta, Yoko Ono annuncia di avere custodito registrazioni inedite di Lennon. E, soprattutto, di essere disposta a consegnarle ai tre beatle rimasti.

Nel 1995 "Real Love", ma soprattutto "Free As A Bird" con opportune inserzioni vocali di McCartney, ricreano per un istante il miracolo. Nonostante la resa non perfetta (soprattutto per quanto riguarda la voce di Lennon, originariamente incisa in maniera piuttosto artigianale), il risultato è in grado di evocare l’eco della passata grandezza.

Per la gioia di tutti i fan, però, non è ancora finita. Nel 2000, infatti, i 4 ragazzi di Liverpool sono di nuovo in testa alle classifiche di tutto il mondo. "1", la raccolta di tutti i singoli giunti al primo posto delle hitlist inglesi e americane nel periodo della loro sfolgorante collaborazione, riporta magicamente il tempo indietro ai mitici anni sessanta. Cosa questa che si ripete 3 anni dopo, quando "Let It Be... Naked" ripropone l'ultimo lavoro della band senza gli arrangiamenti postumi del produttore Phil Spector, che soprattutto McCartney non aveva mai gradito. Ma nel frattempo un altro beatle se n'è andato: George Harrison muore di cancro il 29 novembre 2001. Ed entra definitivamente nella leggenda.

(Fonte: Mtv.it)

TOUR DATES

SCHEDA

PAESE D'ORIGINE: Liverpool, Inghilterra

GENERE: Rock, Pop

ATTIVITA':  1960/1970 

ETICHETTE: Parlophone, Swan, Vee-Jay Capitol, United Artists, Apple

SITO WEB: thebeatles.com

LOGO:

ALBUM

"Please Please Me"

1963

Tracce: 14

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"With the Beatles"

1963

Tracce: 14

Shop on ITunes

"Beatlemania! With the Beatles"

1963

Tracce: 14

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"Introducing... The Beatles"

1964

Tracce: 12

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"Meet the Beatles!"

1964

Tracce: 12

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"Twist and Shout"

1964

Tracce: 14

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"The Beatles' Second Album"

1964

Tracce: 11

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"The Beatles' Long Tall Sally"

1964

Tracce: 12

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"A Hard Day's Night"

1964

Tracce: 13

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"Something New"

1964

Tracce: 11

Shop on ITunes

"Beatles for Sale"

1964

Tracce: 14

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"Beatles '65"

1964

Tracce: 11

Shop on ITunes

"Beatles VI"

1965

Tracce: 11

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"Help!"

1965

Tracce: 14

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"Rubber Soul"

1965

Tracce: 14

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"Yesterday and Today"

1966

Tracce: 11

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"Revolver"

1966

Tracce: 14

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"Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band"

1967

Tracce: 13

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"Magical Mystery Tour"

1967

Tracce: 11

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"White Album"

1968

Tracce: 17

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"Yellow Submarine"

1969

Tracce: 13

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"Abbey Road"

1969

Tracce: 17

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"Let It Be"

1970

Tracce: 12

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SINGOLI

1961

1961

1962

1962

1963

1963

1963

1963

1963

1963

1963

1963

1963

1963

1963

1963

1963

1964

1964

1964

1964

1964

1964

1964

1964

1964

1964

1964

1964

1964

1964

1964

1964

1964

1964

1964

1964

1964

1964

1964

1964

1964

1964

1964

1964

1964

1964

1964

1964

1964

1964

1965

1965

1965

1965

1965

1965

1965

1965

1965

1965

1965

1965

1965

1965

1965

1965

1965

1965

1965

1966

1966

1966

1966

1966

1966

1966

1966

1967

1967

1967

1967

1967

1967

1968

1968

1968

1968

1968

1968

1969

1969

1969

1969

1969

1969

1970

1970

1970

1970

1972

1972

1976

1976

1976

1976

1976

1976

1976

1978

1978

1978

1982

1982

1995

1995

1995

1996

1996

My Bonnie

The Saints

Love Me Do

P.S. I Love You

Please Please Me

Ask Me Why

From Me to You

Thank You Girl

She Loves You

I'll Get You

I Want to Hold Your Hand

This Boy

Roll Over Beethoven

Please Mister Postman

Misery

Ask Me Why

I Saw Her Standing There

Please Please Me

From Me to You

Sweet Georgia Brown

Nobody's Child

All My Loving

This Boy

Why

Cry for a Shadow

Twist and Shout

There's a Place

Komm, Gib Mir Deine Hand

Sie Liebt Dich

Can't Buy Me Love

You Can't Do That

Do You Want to Know a Secret

Thank You Girl

I'll Get You

Ain't She Sweet

If You Love Me, Baby

Sweet Georgia Brown

Take Out Some Insurance on Me, Baby

Nobody's Child

A Hard Day's Night

Things We Said Today

I Should Have Known Better

I'll Cry Instead

I'm Happy Just to Dance with You

And I Love Her

If I Fell

Matchbox

Slow Down

I Feel Fine

She's a Woman

Tell Me Why

Eight Days a Week

I Don't Want to Spoil the Party

Ticket to Ride

Yes It Is

Rock and Roll Music

I'm a Loser

No Reply

Help!

I'm Down

Yesterday

Act Naturally

I'll Follow the Sun

I Don't Want to Spoil the Party

Roll Over Beethoven

Misery

Boys

Kansas City/Hey, Hey, Hey, Hey

We Can Work It Out

Day Tripper

Michelle

Girl

Nowhere Man

What Goes On

Paperback Writer

Rain

Yellow Submarine

Eleanor Rigby

Penny Lane

Strawberry Fields Forever

All You Need Is Love

Baby, You're a Rich Man

Hello, Goodbye

I Am the Walrus

Lady Madonna

The Inner Light

Hey Jude

Revolution

Ob-La-Di, Ob-La-Da

While My Guitar Gently Weeps

Get Back

Don't Let Me Down

The Ballad of John and Yoko

Old Brown Shoe

Something

Come Together

Let It Be

You Know My Name (Look Up the Number)

The Long and Winding Road

For You Blue

All Together Now

Hey Bulldog

Yesterday

I Should Have Known Better

Got to Get You into My Life

Helter Skelter

Back in the U.S.S.R.

Twist and Shout

Julia

Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band

With a Little Help from My Friends

A Day in the Life

The Beatles Movie Medley

I'm Happy Just to Dance with You

Baby It's You

Free as a Bird

Christmas Time (Is Here Again)

Real Love

Baby's in Black

MUSIC VIDEO

1962 - Love Me Do

1963 - I Want to Hold Your Hand

1963 - Misery

1964 - Twist and Shout

1964 - A Hard Day's Night

1964 - I'm Happy Just to Dance with You

1964 - If I Fell

1965 - Help!

1965 - We Can Work It Out

1966 - Rain

1967 - Penny Lane

1967 - Hello, Goodbye

1968 - Hey Bulldog

1968 - Revolution

1969 - Don't Let Me Down

1969 - Something

1963 - She Loves You

1963 - This Boy

1963 - I Saw Her Standing There

1964 - Can't Buy Me Love

1964 - I Should Have Known Better

1964 - And I Love Her

1965 - Ticket to Ride

1965 - Day Tripper

1966 - Paperback Writer

1967 - Strawberry Fields Forever

1967 - A Day in the Life

1968 - Lady Madonna

1968 - Hey Jude

1969 - Get Back

1969 - Let It Be

2013 - Words of Love

 

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